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40enne, innamorato della vita, amo la filosofia e lo sport, la natura e gli spazi, i boschi e l'archeologia
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Bene, eccoci qui..
Non son passate invano le vacanze, non son passati invano questi giorni, il carniere è pieno di prede grosse e carnose, il pavone dorme nella mia cesta l’ultimo riposo, così la pernice ed il fagiano.
È cambiato molto dall’ultima volta che ho scritto e pubblicato sul web, ho quaderni pieni d’appunti e di parole, di poesie e di pensieri, ma non ho voluto pubblicar nulla: ancor mi pesano i passi fatti e le scelte prese e sono nella metà del guado, ancora carne e non ancora pesce, o viceversa, non so e non m’importa molto.
Scelte fatte ed evocate, scelte trovate per caso nei meandri della mente. Ho deciso di fare questo corso di meditazione per far si che le persone imparino ad ascoltar nel silenzio anziché nel rumore, che capiscano come non con la mente si afferra la mente così come un braccio non può afferrar se stesso. I vincoli della mente e la soluzione così semplice, sempre troppo semplice.
Comincerò a breve: “i meandri della mente, imparare nel silenzio ad ascoltar noi stessi” potrebbe essere un buon titolo, come “meditazione, osservarci per ritrovarci”, oppure ancora “meditazione, semplificazione e soluzione per i problemi del quotidiano”, oppure ancora “meditazione, antica pratica per menti moderne”.. non so, mi piace pensare alla meditazione come ad una soluzione vicina, presente, fattibile, praticabile. È una soluzione perché tutti noi abbiamo un problema di gestione della mente, è praticabile perché è con noi in ogni istante come in ogni istante è con noi il nostro respiro, è fattibile perché io son qui apposta per renderla tale, a voi, a me.
Ricordo il mio approccio alla meditazione, tanti anni fa, e ricordo come ne compresi il potenziale tanti anni dopo. Meditare è meditare e non perdersi nelle fossette dei pensieri. E non è nemmeno difficile, basta poco, basta un maestro e la voglia di mettersi in gioco. Non ci sono orientalismi né esoterismi, meditare è semplicemente sedersi ed ascoltare ciò che è al di la’ della mente. Basta un dito per mostrare la luna così basta un respiro per indicare la via verso noi stessi.
Altre scelte sono altri libri. Ho fatto una raccolta di poesie, alcune pubblicate sul web altre ancora no, e l’ho mandata ad un editore. Che risponda o no non importa, le mie poesie sono anche le vostre, parlo di me e ne parlo a voi, siamo due estremi della stessa corda, principio e partenza di una sola via. Averle scritte è merito vostro, io ho messo una penna ed un foglio, ho dipinto una riga che conduce da me a Voi, artefici insieme di questo gesto.
Bene, basta..
A presto
S.
s.
La modestia è una forma di menzogna..
S.
Sole e Risa
Mi sento un bambino distratto
dovrei meditare, praticare
cercar col cielo la connessione
lasciare che la mente si spenga
e lo spirito vaghi tra gli spazi celesti..
Ma oggi c'è il sole, mia figlia ride
il calore dei raggi mi scalda la pelle
le risa il cuore.
Non è ancora la nuova stagione
nuove nevi e nuove piogge
arriveranno presto, momenti bui
a coprire il sole, e le risa di un bambino.
Ma oggi, ora, in questo istante
trabocco di ogni felicità.
Ieri il Dalai Lama ha detto “il desiderio distrae dalla pratica” e questo è vero, come nel kularnava tantra è scritto che “chi ha famiglia non potrà mai esser libero”, tutto vero, vero. Per la maggior parte degli uomini è vero, verissimo per coloro che vedono nell'amore la lascivia e nell'umanità un peccato da espiare, da espiare nel dolore.
Ma il Vira, l'eroe, fa del proprio esser uomo la sua potenza trasformatrice, la via per la realizzazione.
Per il tantrika il desidero è la tigre da cavalcare, l'onda da evocare, alta e piena, da abbracciare, e insieme ad essa abbraccia la morte, baciandola sulle labbra sottili, diafane, come fosse Vita.
Per il Vira le paure son forza, non limiti, e qui solo di Vira parliamo, di coloro che sfidano la tempesta e l'amore con ugual consapevolezza, e dignità.
Ecco.
Nelle mie figlie vedo la libertà,
nel loro riso l'enorme vincolo
che mi permette di aprire le ali
senza paura di esser portato via
certo dell'ancora, solida, salda.
Non temo i venti astrali
ne' le burrasche dell'emozioni
ne' i tifoni, ne’ le tempeste dei sentimenti
perché loro sono lì, solide, presenti, reali
e le loro risa risuonano in ogni cielo, in ogni inferno
limpide in ogni tormenta, cristalline in ogni sidereo mondo
o esistenza.
Il sole rende limpide le giornate, azzurre
piene d'energia, di spazi aperti.
le mie figlie rendono limpido il cuore
lo calmano, lo purificano nell'amore
privo di condizioni.
Sole e bambine non mi distraggono
sono loro stesse la pratica.
Le mie figlie mi liberano dall'esser egoista
dal praticare solo per me, cieco e stupido.
Nei loro occhi vedo riflessi i bisogni di tutti gli esseri
Nelle loro reazioni l’indicazione della via
dell'estinzione dei vincoli.
Nel sole vedo il mio Guru
caldo, che illumina
vigila amorevole,
mi consiglia, mi illustra la via
ogni giorno, in ogni momento.
La mia essenza vaga troppo spesso
in quegli spazi eterei, sottili, distanti,
ed il riso, come il sole, sono ossigeno
per una mente ormai abituata, troppo abituata
ai freddi siderali, alle aree rarefatte che si respirano
nelle Stanze degli Insegnamenti.
Vivere da Eroe è vivere senza paura
ma nulla conduce alla realizzazione
come vivere l'Amore pienamente, per quello che è.
E i figli, come il Guru
indicano la via, anche se non c’è dito
ne’ la luna in cielo.
S.
Il nulla che non c’è
“Non posso cercare quello che non so esistere
come non posso abbandonarmi all’onda più alta
senza veder l’onda, ne’ il mare
né sapendo perché lo faccio
né perché non lo faccio
o non lo voglio fare”
Questo è il principio del nulla che non c’è
comincia sempre con “non”
e finisce sempre con “voglio”
inutile..
Non è quel nulla che c’è, che tutto riempie
quel vuoto del quale il pieno è fatto
questo è un vuoto che non riempie nessuna vela,
nessun pensiero, nessuna realtà, nessuna emozione
Il nulla che c’è è un tutto pieno di ogni cosa
tubo vuoto che si attraversa con lo sguardo
ma che si colma con un soffio
silenzio del soffio che colma il vuoto del tubo
silenzio e spazio, soffio e vuoto
creano armonie che si levano leggere verso il cielo
portatrici di offerte, a suonar lievi
ai piedi dorati del Signore dei Mondi.
Il soffio ve l’ha donato il Padre, con il seme
la canna vuota è il ventre della Madre che l’ha raccolto
l’ha conservato cresciuto
l’ha reso uomo e donna
voi siete offerta e sacrificio
fate suonare la vostra anima incarnata
lasciate che leggera si libri sopra i cieli
varcando le soglie dei Mondi Celesti
In essi sarete ospiti e ospitati
stranieri in terra natia, vitali e morituri, servi e padroni
sarete anime e spiriti, carni e desideri,angeli e demoni, santi e peccatori,tutto e niente
Uomini e Dei
Dei
e Uomini.
s.
Non capirmi
Non capirmi, altrimenti che fidarsi sarebbe
sono il giocatore che bara
e tu quello che scommette se stesso
è il fondamento del gioco che tu perda
e che io vinca tutto
Io vinco sempre, sempre
anche quando pensi che io possa aver perso
in realtà ho vinto
perché io non perdo mai,
e con me non perdi mai
nemmeno tu.
S.
Prigioni
Vi voglio bene
Troppo bene
Tanto che mi si sente
Dire che sono pieno
Dire che ci sono
Che voglio esistere
Che voglio stare
Anziché sedermi affranto
Guardando il muro vuoto
Ed in esso veder il mare
Dalle sbarre intravedere
Le cime degli alberi
Che orgogliose anelano
Che mobili oscillano
Ad ogni refolo che soffia
Ad ogni spirito che passa
Nel mezzo orizzonte del muro troppo alto
Scorger cime di montagne
Forse innevate, fosse scavate
Come tetri presagi di un divenire
Che fa rima solo con
Morire.
S.
Ieri sera ho ascoltato porta a porta... siamo in pieno revisionismo, quella parte temporale di cui questi “studiosi” parlano, cioè gli avvenimenti del dopo 25 aprile 1945, è ignota a gran parte di costoro. Ho parlato per anni con coloro che l’hanno vissuta in prima persona e mi han dato un’idea schietta delle cose accadute, semplici e senza fronzoli o volontà di nascondere, ma costoro stan cercando di annullare ricordo e conoscenza, son al pari di coloro i quali negano l’esistenza dei campi di sterminio, mia zia si è fatta mathausen e ne è uscita che era 30 kg, tra ossa e pelle. Negare, annullare le menti, negare e sempre negare. negare la storia significa non avere storia, non avere storia significa non imparare nulla da essa, non imparare significa ricondurci verso un’altra dittatura e quindi una guerra, coloniale o no che sia.
Non siate stupidi, ragionate con la vostra testa.
se l’avete ancora...
s.
Per Cristina
La morte di un amico caro, o d’una cara amica
spalanca le porte al cupo mondo delle ombre impenitenti
sostituisce il dolore alla gaiezza, il contrito peso alla lietezza,
porte aperte sulla brughiera scura, ricordo greve,
lasciando senza rifugio o nascondiglio
ogni parte del cuore, e sentimento
al vento freddo della mancanza che tutto spazza via
in lunghe scie di cristalli di lacrime amare
tracciate dal vento
per colei che non è più
niente..
s.
In fondo son solo un uomo che ama il piacere
che non vuol soffrire, ne’ far soffrire
par cosa strana e lunga e laboriosa ricerca
saper cosa si è e dove si vuole andare
al di la’ del riso amaro e delle sconfitte
al li la’ delle emozioni che spezzano i cuori, e gli specchi
muoversi come tra cristalli vaporosi
delicati e fragili simulacri
di un mondo pieno di gente
che non è più.
Del mio passato provo nostalgia
Del mio presente provo compassione
Troppo lontani son quei luoghi e quelle mura
Quei volti e quegli odori,
anch’io son lontano del mio passato
illuso mendicante che di vita in vita
cerca di regalar tesori, a chi non ha le mani
ne’ il cuore, ne’ emozioni, che non ha vela per il soffio
del mio amore.
ma forse proprio questo mi manca
l’emozione che rende umano il cuore
il continuo riferirsi a sentimenti passati
mi ha inaridito le vene, seccato il cuore
screpolato gli occhi nelle notti insonni
passate cercando nei giorni
quello che non è più.
Dove sei vita mia, dove sei?
Scappi senza parlare, senza urlare
Muta sofferenza che si esprime in una corsa
In un bianco e nero di pennellate grigie
Sullo sfondo di un mare d’inverno
che, anch’esso,
non c’è più
s.